L'umanità sospesa tra terra e cielo

Il concorso per il Museo dei Diritti Umani di Winnipeg è stato vinto da Antoine Predock. Il progetto simboleggia un percorso in ascesa ancorato su solide radici.

La forte componente simbolica è il tratto distintivo del progetto con cui Antoine Predock ha vinto il concorso internazionale organizzato per definire l'edificio che ospiterà il Museo dei Diritti Umani di Winnipeg, nella regione di Manitoba (Canada): il concetto che solo recuperando la coesione originaria il genere umano può innalzarsi ad una condizione di comune rispetto e salvaguardia dei diritti è materializzato nella struttura, che parte dal livello interrato, ma si articola in altezza fino ad assumere un aspetto monumentale.

Alla base dell'insieme sono le Radici, ovvero i corpi di pietra che, affondati nel terreno e orientati in modo da bloccare i venti da nord e da sud-ovest, dovranno ospitare le funzioni basilari di contatto tra il pubblico e il museo. Nella terra è scavato anche il Grande Atrio, che rappresenta il cuore dell'edificio, perché - come si sottolinea sul sito ufficiale dello studio Predock - richiama alla mente l'idea di spazio destinato all'assemblea.

All'interno del Museo il tono quasi mistico dell'architettura si accentua nel Giardino della Contemplazione, un giardino pensile con acqua e piante medicinali, mentre all'esterno si esplica nella Nuvola, un elemento che è contemporaneamente il contenitore di importanti funzioni di servizio e la metafora della leggerezza. La sommità dell'edificio è costituita dalla Torre della Speranza, espressione della solidità e della immutabilità dei principi connessi alla difesa dei diritti umani. 

L'annuncio del vincitore del concorso per il Museo di Winnipeg è stato dato venerdì 15 aprile, secondo quanto riporta tra gli altri CNW Telbec, a due anni dall'inizio della competizione: delle 62 proposte iniziali, solo 3 sono arrivate in finale. Oltre a Predock, già vincitore in passato di diversi premi (Premio Roma, AIA National Honor Awards, Gran Premio Internazionale di Architettura di Buenos Aires) e ultimamente del concorso per il "National Palace Museum" a Taiwan (sempre secondo CNW), erano nella rosa Dan Hanganu Architects & the Arcop Group e Montreal's Saucier + Perrotte Architectes).

Data la consistente  dotazione di fondi - 30 milioni di dollari dal Governo canadese, 20 milioni dalla Provincia di Manitoba, 20 milioni dalla città di Winnipeg e circa 40 milioni da singoli donatori, membri o meno di enti e associazioni - dovrebbero essere rispettati i tempi previsti per il completamento del Museo e l'apertura al pubblico, nel 2009 o 2010.


 

Sito ufficiale Antoine Predock

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