Espansione a ostacoli

Il Consiglio di Camden boccia l'ampliamento del British Museum prefigurato dal progetto che Rogers Stirk Harbour + Partners hanno presentato lo scorso aprile con reazioni contrastanti.

Avrebbe dovuto concludersi nel 2012, con un piccolo slittamento rispetto ai tempi inizialmente previsti, la realizzazione della nuova ala del British Museum, immaginata dallo studio di Richard Rogers come un sistema di "cinque padiglioni sfalsati alla Kahn" - secondo quanto evidenziato dallo stesso Graham Stirk (architectsjournal.co.uk), responsabile del progetto - ma definiti da un "linguaggio che si è evoluto" nei due anni di lavoro intercorsi tra l'incarico (2007) e la presentazione ufficiale ad aprile 2009.

Proprio la scorsa primavera (news.bbc.co.uk), l'intervento di espansione era stato sottoposto al Consiglio di funzionari responsabili della pianificazione nel sobborgo di Camden, che martedì 23 luglio (e-architect.co.uk), dopo una lunga fase di dibattito, hanno alla fine espresso parere negativo sull'ampliamento del museo: nonostante il "supporto [al progetto] da parte degli enti per la tutela dei monumenti britannici", il Consiglio "ha deciso che i benefici connessi allo schema non superano le perplessità riguardo al suo inserimento nel contesto" (architectsjournal.co.uk).  

I 17.000 metri quadrati aggiuntivi, di cui solo 1.000 destinati a spazi per mostre (architectsjournal.co.uk), avevano suscitato già nei mesi scorsi reazioni contrarie da parte della CABE (Commission for Architecture and the Built Environment) e di gruppi impegnati nella conservazione del patrimonio storico. Il risultato era stato un progressivo "alleggerimento" della struttura di vetro e delle componenti in facciata.   

Il British non ha ancora fatto sapere se la proposta subirà modifiche o slittamenti, in attesa delle motivazioni ufficiali della bocciatura. Per ora, in base a quanto trapela dalle dichiarazioni dei singoli consiglieri, sembra che il giudizio negativo sia derivato in parte dalle dimensioni del progetto, articolato su sette livelli di cui tre sotto terra, in parte dall'impatto sulle preesistenze del nuovo nucleo di laboratori e di aree per la gestione delle collezioni itineranti.

Immagini (da architectsjournal.co.uk)

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