Appalti: Il CNA suggerisce bandi tipo per i servizi di progettazione

La Legge Sviluppo stabilisce per le stazioni appaltanti l'obbligo di predisporre i bandi sul modello di modelli approvati dall'AVCP. Il CNA ha trasmesso il proprio contributo per la redazione dei bandi-tipo per l'affidamento di servizi di architettura e ingegneria.

La Legge Sviluppo (legge 106/2011), con l'art.4, comma 2, ha modificato l'art.64 del Codice dei contratti aggiungendovi l'art. 4bis, secondo cui le stazioni appaltanti devono predisporre i bandi sul modello di bandi-tipo approvati dall'Autorità di Vigilanza, previo parere del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e sentite le categorie professionali interessate. Inoltre, qualsiasi deroga ai modelli deve essere motivata nelle delibere a contrarre.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, grazie al lavoro svolto dalla Conferenza degli Ordini degli Architetti, ha trasmesso all'Autorità di Vigilanza per i Contratti Pubblici, un documento con i propri contributi per la redazione dei bandi-tipo per l'affidamento di servizi di architettura e ingegneria.

A meno di due mesi dall'approvazione della Legge 106/2011 gli architetti italiani hanno inoltre proposto una modulistica-tipo a cui potrebbe fare riferimento il professionista che intenda partecipare ad una gara o ad una selezione con procedura negoziata.

«Redigendo la nostra bozza di proposta per l'emanazione di bandi tipo per gli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria, con le procedure dell'offerta economicamente vantaggiosa - sottolinea Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio Nazionale Architetti e responsabile del Dipartimento Lavori Pubblici - entro i limiti stabiliti dalle norme (DPR 207/2010 art.266), abbiamo cercato di incrementare il peso ponderale di parametri qualitativi di selezione, riducendo contestualmente il peso di parametri quantitativi come il "tempo di redazione del progetto" ed il "ribasso dell'onorario"».

«Parametri che - aggiunge il vicepresidente - se da un lato non garantiscono la qualità della prestazione, dall'altro potrebbero alimentare logiche non proprio improntate alla trasparenza. Siamo, in ogni caso, convinti che, al fine di garantire maggiore trasparenza e giudizi obiettivi, agli ampi spazi discrezionali derivanti dall'applicazione di tali procedure, dovrebbe contrapporsi il sorteggio pubblico dei componenti delle Commissioni giudicatrici che, a nostro avviso, dovrebbero essere composte da membri rappresentanti, in parte, gli Enti aggiudicanti ed, in parte, gli Ordini Professionali».

Quale ulteriore contributo all'Autorità di Vigilanza, il Consiglio Nazionale Architetti sta predisponendo un documento per determinare il costo del lavoro che, unitamente ai costi della sicurezza, in virtù delle recenti modifiche al Codice dei Contratti (art. 81 comma 3 bis D.Lgs 163/2006), non sarà più sottoposto ai ribassi nelle gare per affidamenti di appalti, forniture e servizi.

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