Professionisti e accesso ai fondi: una strada in salita

la partita è aperta - ai rappresentanti delle professioni tocca ora convincere le Regioni

Professionisti come potenziali destinatari di fondi europei: ciò che è stato definito a Bruxelles è più che altro un impegno oltre che un passo avanti culturale. I contenuti del Piano d'azione.

Da alcune settimane si è iniziato a parlare di accesso dei liberi professionisti ai fondi europei. Punto di partenza: la presentazione del Piano d'azione europeo per le libere professioni da parte di Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, responsabile per l'industria e l'imprenditoria.

Ciò che è emerso è che i liberi professionisti sono comparati agli imprenditori e dunque sono potenziali destinatari di fondi europei. Ma per accedervi realmente è necessario che i bandi per l'assegnazione delle risorse non escludano la loro partecipazione. Dunque, è presto per cantar vittoria, quello che è stato definito in sede europea, con la partecipazione dei rappresentanti delle professioni, è più che altro un impegno oltre che un passo avanti culturale: un riconoscimento delle professioni come importante motore dell'economia.

La nozione di «impresa»

Tutto parte dalla nozione di impresa, che in Europa è molto ampia. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, essa include «qualsiasi entità che esercita un'attività economica, a prescindere dallo status giuridico di detta entità e dalle sue modalità di finanziamento». Una definizione in cui non possono non rientrare anche i professionisti. Ed è questa l'impostazione seguita dal Piano d'azione che, tra l'altro, riconosce il lavoro dei professionisti come motore dell'economia.

Accesso al credito e programmi europei

Punto focale del Piano d'azione presentato è facilitare l'accesso ai fondi europei da parte dei professionisti. In una lettera inviata a Graziano Delrio, Tajani ha ricordato che farà in modo che «i liberi professionisti siano a tutti gli effetti soggetti che possono beneficiare delle risorse previste in programmi quali ad esempio Orizzonte 2020 e Cosme», sollecitando la sua Direzione generale affinché ciò avvenga [Ansa]. Niente di immediato, dunque, per i professionisti.

Si tratta comunque di due utili strumenti. Il programma Cosme prevede 1.4 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 per finanziare le PMI attraverso garanzie sui prestiti e investimenti in strumenti di capitale. Horizon 2020 è invece un programma volto a sostenere la ricerca e l'innovazione, un sistema di finanziamento, che aiuta ricercatori e innovatori a realizzare i propri progetti. A disposizioni, quasi 80 miliardi di euro per un periodo di 7 anni (2014 - 2020).

I bandi regionali

Ci sono poi i bandi regionali che gestiscono l'accesso ai finanziamenti comunitari nel periodo di programmazione 2014-2020. Le regioni non sono obbligate a garantire l'accesso ai fondi anche ai professionisti. Si tratta di una partita aperta che vede scendere in campo, da una parte lo stesso Tajani che ha raccomandato all'Italia di tener conto dell'equiparazione tra professionisti ed imprese nella programmazione finanziaria 2014-2020. Dall'altra, poi, ci sono i rappresentanti delle professioni che dovranno interloquire con le Regioni.

Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni ha affermato che il prossimo 7 maggio si terrà a Roma il vertice con gli assessori regionali competenti sulla gestione di flussi comunitari. Secondo Stella: «L'accesso ai fondi da parte dei professionisti dipenderà molto da come saranno confezionati i bandi e se terranno conto delle caratteristiche operative dei professionisti». «Toccherà a noi - ha continuato - fare in modo che le chance per l'accesso al credito, attraverso le varie formule di sovvenzione, vengano inserite correttamente negli avvisi comuni delle Regioni».

Piano d'azione europeo per le libere professioni

Ma la partita che si gioca sui fondi comunitari è solo uno dei punti inseriti nel Piano d'azione. In esso sono contenute azioni da adottare a livello Ue e nazionale per migliorare il contesto in cui i professionisti si trovano ad operare. Dunque: formazione, migliore accesso ai mercati europei e internazionali, meno burocrazia e regole più semplici. Viene inoltre stabilita la partecipazione dei rappresentanti delle libere professioni nelle decisioni e nelle politiche comunitarie.

Formazione all'imprenditorialità

Il piano d'azione riconosce l'importanza di una formazione di tipo imprenditoriale dei professionisti: punto di partenza per migliorare le loro capacità aziendali e organizzative e per incrementarne la competitività."Pensare imprenditoriale" significa conoscere gli strumenti di marketing, saper gestire le risorse, sfruttare le tecnologie a disposizione, gestire le dinamiche economiche. Secondo il Piano, le organizzazioni di liberi professionisti devono sviluppare contatti con università ed altre istituzioni che possano trasmettere ai professionisti conoscenze imprenditoriali.

L'informazione, poi, incrocia il tema dell'accesso al credito. Le associazioni dei liberi professionisti saranno supportate dalla Commissione Europea per la diffusione delle informazioni necessarie per l'accesso agli strumenti di finanziamento.

Accesso ai mercati 

Si cerca di lavorare per incrementare la mobilità. Gli stati membri dovrebbero collaborare con le associazioni professionali per identificare gli ostacoli alla mobilità e cercare di superarli, creando reti e partenariati e agendo soprattutto sull'informazione, che potrebbe riguardare, ad esempio, i mercati e gli appalti pubblici.

Regole più semplici

Il Piano invita le associazioni professionali ad identificare le procedure inutilmente pesanti e a suggerire interventi sulla normativa europea.

Rappresentanza dei professionisti in ambito europeo

La Commissione europea punta a coinvolgere le organizzazioni professionali nei processi decisionali di Bruxelles. E' prevista la creazione di gruppi di lavoro su temi specifici, insieme all'istituzione di un forum annuale delle professioni (che raccoglierebbe le istanze delle associazioni europee dei liberi professionisti in merito alle politiche e alle misure Ue), e la formazione di un Comitato delle libere professioni europee che parteciperà ai gruppi di lavoro, agli incontri e alle conferenze organizzati dalla Commissione.

di Mariagrazia Barletta

Per approfondire i contenuti del Piano d'azionewww.confprofessioni.eu

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