Carlo Ratti trasforma lo stabilimento Mutti a Parma usando migliaia di barattoli di vetro

Uno stabilimento aperto al pubblico, dove il confine tra natura e costruito è labile. Prende forma e si avvia verso il cantiere il progetto di Cra-Carlo Ratti Associati per il restyling dell'headquarters dell'azienda di Parma specializzata in conserve alimentari, Mutti. 

Lo studio guidato dall'architetto, ingegnere e docente all'Mit di Boston, vincitore, tra l'altro, con il gruppo australiano del real estate Lendlease del concorso per il ridisegno dell'area ex Expo di Milano, ha portato avanti il progetto per la trasformazione della storico stabilimento di Montechiarugolo, nei pressi di Parma, che, dunque, entra nel vivo. Un incarico che deriva anch'esso da una competizione internazionale, vinta lo scorso anno e che coinvolse altre importanti firme dell'architettura internazionale, quali: ARUP, Federico Oliva Associati, HENN Architects, NORD Architects Copenhagen, Open Platform for Architecture e WEST 8.

L'avvio dei lavori di costruzione è previsto per il 2018. 

I nuovi uffici dell'Hq Mutti riprogettato da Carlo Ratti Associati. Render di CRA (Gary di Silvio, Gianluca Zimbardi) e Arch018

Aprire la fabbrica al pubblico è uno dei cardini intorno a cui ruota il progetto che prevede la realizzazione di un centro per visitatori i cui muri sono formati da barattoli solitamente utilizzati per conservare la salsa di pomodoro. In cima all'edificio, inoltre, grazie ad una terrazza, il pubblico può seguire alcune fasi di lavorazione eseguite nello stabilimento. Il centro visitatori ospiterà una serie di funzioni pubbliche, tra cui un ristorante circondato da un frutteto, un auditorium per eventi e una control room, dove seguire le fasi di produzione in tempo reale.

Lo studio Carlo Ratti Associati si è occupato anche del masterplan dell'intera area in cui la fabbrica è cresciuta, occupandola da oltre 100 anni. Dunque, un'area di progetto di circa 250mila metri quadri e un "concept" che aggiorna gli impianti di produzione, punta a migliorare gli spazi di lavoro e ripensa il rapporto dell'opificio con il paesaggio, con l'obiettivo di trasformare il luogo di produzione in una nuova destinazione, capace di accogliere il pubblico.

Il centro visitatori nell'Hq Mutti riprogettato da Carlo Ratti Associati. Render di CRA (Gary di Silvio, Gianluca Zimbardi) e Arch018

La fabbrica si proietta verso l'esterno, nella campagna, attraverso una coppia di pareti semitrasparenti, lunghe 120 metri e costruite con migliaia di barattoli di vetro. Inoltre, è previsto un parco della biodiversità di 24mila metri quadri che rende labile il confine tra natura e industria. Tra l'altro lo studio CRA ha immaginato spazi di lavoro innovativi, tra cui uffici immersi in una limonaia.

«Abbiamo immaginato lo stabilimento Mutti come un teatro open-air: aperto sia al pubblico che verso il paesaggio circostante», sottolinea Carlo Ratti. 

Mariagrazia Barletta

Crediti del progetto
Progetto e masterplan di Carlo Ratti Associati
Cliente: Mutti
Consulenza progettazione impiantistica e strutturale: Ai Engineering
Consulenza unità industriali: Marco Visconti Architect
CRA team: Carlo Ratti, Giovanni de Niederhausern, Andrea Cassi (project leader), Andrea Galli, Valentina Grasso, Serena Giardina, Mariachiara Mondini, Chiara Morandini, Francesco Strocchio, Michele Versaci, Eric Dell'Orco, Matteo Silverio, Eugenio Bini
Rendering di CRA (Gary di Silvio, Gianluca Zimbardi) e Arch018 

 

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