Vatican Chapels. La cappella di Smiljan Radić in cemento armato modellato dalle bolle d'aria del pluriball

Smiljan Radic Clarke, pluripremiato architetto cileno, tra i più innovativi del Sud America, trae ispirazione dagli altarini votivi - spontanei - costruiti lungo le strade del Cile per la sua cappella nel bosco di San Giorgio a Venezia.

La cappella di Smiljan Radić alla Biennale di Architettura 2018

Per la cappella del Padiglione diffuso, che la Santa Sede ha fatto realizzare sull'isola di San Giorgio Maggiore a Venezia in occasione della 16. Mostra internazionale di Architettura, Smiljan Radić si ispira a piccoli elementi di devozione popolare cilena, che riducono lo spazio sacro solo dimensionalmente ma non emotivamente.

photo Alessandra Chemollo

Ne viene fuori una cappella dall'aspetto estremamente materico, fatta di conci di cemento armato conformati inserendo il pluriball in casseri tridimensionali appositamente costruiti in stabilimento.

A realizzare la cappella è stata l'azienda italiana Moretti. «Una volta fatto il cassero, c'è voluta una settimana per realizzarla e poi l'abbiamo montata in soli due giorni», racconta Valentina Moretti, vicepresidente di Moretti SpA.

Un tronco di cono testurizzato

A formare l'involucro è un tronco di cono testurizzato, formato da otto grandi conci di cemento armato spessi dieci centimetri. All'interno della cappella, i gusci di cemento si presentano in tutta la loro forza materica, grazie alla particolare conformazione. Le superfici sono infatti puntinate da una serie di concavità: delle piccole semisfere ottenute grazie al pluriball, comune materiale da imballaggio, con il quale sono stati foderati i casseri.

photo Alessandra Chemollo

Sulla sommità una grande trave di acciaio brunito attraversa la cappella, funzionando sia da sostegno a due lastre in vetro stratificato che coprono la struttura che da asse orizzontale di una grande croce. L'altro asse, quello verticale è costituito da un tronco di albero scortecciato che poggia su un apposito sostegno in cemento armato posto al centro della costruzione.

L'ingresso alla cappella è sottolineato da una massiccia porta di legno. Questa rimanda alle fattorie cilene e anche se chiusa, non lo è mai del tutto: resta sempre un piccolo varco che invita ad entrare. Quanto alla fondazione, la cappella ha struttura lignea catramata, come le tradizionali costruzioni di Venezia.

«Siamo orgogliosi di aver potuto portare il nostro contributo di esperienza e know-how costruttivo a questo progetto davvero straordinario, in cui trova espressione il tema del rapporto tra l'uomo e l'infinito, all'insegna di una perfetta integrazione tra costruito e spazio naturale circostante», ha affermato Valentina Moretti in riferimento all'impegno sull'isola di San Giorgio, dove l'azienda ha realizzato anche la cappella, in legno lamellare, progettata dall'architetto statunitense, Andrew Berman.

fasi di lavorazione dei conci in c.a. nello stabilimento Moretti SpA

Smiljan Radic: «Qualsiasi cappella, spera sempre di essere più grande di quanto non sia»

«Una animita, piccola cappella commemorativa sul bordo di una strada, è una trappola per l'anima, recita un detto cileno. Noi sappiamo, però, che le animite sono cappelle reinterpretate con ingenua spontaneità dove persone in lutto depositano fiori e candele per coloro che sono deceduti tragicamente», afferma Radic.

«Queste minuscole cappelle - continua - si incontrano di solito abbandonate sul bordo delle strade abbellite con le forme e i colori che si vedono nei circhi o con l'austerità dei muri laterali di un tempio. Dall'altro lato, se consideriamo gli esempi offerti dalla storia, una cappella, qualsiasi cappella, è sempre animata dall'aspirazione a essere più grande di quanto è. Sempre finge di essere una chiesa o un tempio, nascondendo le sue piccole dimensioni, ricorrendo a grandi forme. La sua scala è sempre un inganno».

«Probabilmente proprio per questa loro aspirazione all'ampiezza, le componenti architettoniche al loro interno sono rimpicciolite, finestre, porte, colonne sono compresse, ampie abbastanza da consentire a una persona soltanto di servirsene e i loro muri sono solo piani opachi, privi di aperture che ne tradirebbero l'intima dimensione privata. Tutto questo confonde e ci lascia nel dubbio per ciò che riguarda la "scala umana". In questo senso, in una cappella, come in una animita, monumentalità e domesticità convivono armoniosamente. Questa sembra essere la premessa del tema affrontato dalla mia piccola cappella conica con le sue pareti sottili e il tetto aperto».

photos Alessandra Chemollo

Crediti

Committente: Santa Sede
Progetto: Smiljan Radic
REALIZZAZIONE
Moretti SpA
Mauro Belleri, Fabrizio Ferranti (responsabili del progetto)
Saint-Gobain Italia
Davide Kohen (responsabile del progetto)

#focus.biennale.2018 - 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia

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