Mies van der Rohe Award 2019: annunciati i 5 finalisti, al via l'ultima fase del premio

Nonostante i numerosi progetti selezionati per la prima fase, nessun opera italiana è riuscita a qualificarsi per la finale dell'ambito premio europeo di architettura contemporanea. Scopri le opere finaliste che tra il 9 e il 19 maggio, durante i EU Mies Architecture Days, si potranno visitare con i progettisti e gli organizzatori del premio.

Nonostante i numerosi progetti qualificati quest'anno alla prima fase, nessun opera italiana entra nella shortlist del Mies van der Rohe Award 2019 annunciata oggi dalla Commissione europea e la Fondazione Mies van der Rohe.

I 5 finalisti sono invece: PC CARITAS a Melle di Architecten De Vylder Vinck Taillieu; Plasencia Auditorium and Congress Centre di selgascano; Skanderbeg Square a Tirana di 51N4E, Anri Sala, Plant en Houtgoed e iRI; Terracehouse Berlin di Brandlhuber+ Emde, Burlon e Muck Petzet Architekten; e la Transformation of 530 dwellings - Grand Parc Bordeaux di Lacaton & Vassal architects, Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture.

La giuria, formata da Dorte Mandrup, George Arbid, Angelika Fitz, Ștefan Ghenciulescu, Kamiel Klaasse, María Langarita e Frank McDonald, visiterà le 5 opere durante il mese di aprile per scegliere il vincitore del premio e quello della categoria Architetto Emergente.

La cerimonia di premiazione si terrà il 7 maggio 2019 nel Padiglione Mies van der Rohe di Barcellona insieme a conferenze, dibattiti e all'inaugurazione dell'esposizione.

Durante i EU Mies Architecture Days - 9 -19 maggio, i 4 edifici finalisti, oltre a quelli del Vincitore e dell'Architetto Emergente saranno aperti al pubblico che potrà visitarli con la guida degli progettisti e degli organizzatori del premio.

Mies van der Rohe Award 2019: i finalisti

Secondo la giuria l'insieme dei cinque progetti finalisti si distingue per la capacità di declinare il programma in modo tale da permettere alle persone di fruirli in modo diverso trasformando gli spazi in luoghi distinti.

PC CARITAS a Melle (BE)

Architecten De Vylder Vinck Taillieu 

"E se un contesto abitativo perdesse il suo significato e il suo scopo, se non venisse ristrutturato in vista di un altro programma o un'altra funzionalità e dunque ci si aspettasse la sua demolizione? E se invece questo edificio fosse predisposto per diventare uno spazio sperimentale nel quale riscoprire, esplorare e definire altri possibili modi di vita?".


© Filip Dujardin

Auditorium and Congress Centre a Plasencia (ES)

selgascano

"Abbiamo pensato a questo progetto come ad uno spazio diverso nel quale preservare un'isola di terra naturale in una zona di futura espansione, anche se questo voleva dire essere una piccola pozza nel mare, ma anche un possibile reagente per le future costruzioni che a loro volta si staglieranno in questo mare interno: la campagna dell'Extremadura come simbolo dell'oceano."


© Iwan Baan

Skanderbeg Square a Tirana (AL)

51N4E, Anri Sala, Plant en Houtgoed e iRI

"Il contorno verde della piazza è stato considerato come l'inizio di una foresta urbana, il punto di partenza di una riflessione sull'intera città intesa come un ecosistema urbano. La piazza è stata vista come parte di un metabolismo, contribuendo al miglioramento del contesto anche nella consapevolezza dei vari collegamenti con le zone circostanti e quelle più lontane."


© Filip Dujardin

Terracehouse Berlin a Berlino (DE)

Brandlhuber+ Emde, Burlon e Muck Petzet Architekten 

"L'involucro dell'edificio è stato costruito, in linea di massima, in cemento e compensato, includendo solo i nuclei centrali contenenti gli ascensori e i bagni. Gli altri elementi, come le separazioni degli spazi, sono stati realizzati dagli utenti stessi in base alle loro esigenze. Sebbene attualmente il progetto soddisfi gli standard legali di un edificio commerciale, è volto a superare la separazione tra vita e lavoro, tra commerciale e residenziale, mettendo in discussione le norme esistenti."


© Erica Overmeer, David von Becker

Transformation of 530 dwellings - Grand Parc Bordeaux (FR)

Lacaton & Vassal architectes, Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture

"Una corretta pianificazione e programmazione del cantiere ha permesso di realizzare la trasformazione di ogni appartamento in soli 12-16 giorni: mezza giornata per la posa della lastra di cemento, 2 giorni per l'adattamento della vecchia facciata, 2 giorni per la nuova e 8-12 giorni per rinnovare gli interni."


© Philippe Ruault

+ info: www.miesarch.com

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