Renzo Piano World Tour 2019 [in progress]. Sguardi sull'Europa

Si è concluso da qualche giorno l'itinerario europeo dei 6 giovani architetti. Dopo Parigi, molti voli e città diverse. Un gruppo atterra a Oslo, Atene e Amsterdam, l'altro viaggia verso la Svizzera per Ronchamp, Berna e Riehen, per poi dirigersi a Santander e chiudere con Londra. A raccontare il viaggio, scatti, disegni e appunti sui loro taccuini.

Marcel Proust diceva che "il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi". E quelli di Andrea, Raúl, Lukas, Valentina, Eirinaios e Paul Antoine, "armati" di Moleskin, matite colorate, macchine fotografiche e videocamere, sono occhi pronti a cogliere ogni dettaglio.

photo Elisa Cavaglion © professionearchitetto.it | alla Fondazione Pathé

Non è un caso se pilastri dell'architettura come Le Corbusier o Louis Kahn abbiano trovato le maggiori ispirazioni proprio durante i loro viaggi. L'uno, ancora studente, per quattro anni - dal 1907 al 1911 - percorre un itinerario da Grand Tour alla scoperta dell'Europa e disegna tutto ciò che lo colpisce, dalle rovine archeologiche ai paesaggi, fino ai dettagli che reinterpretati ritroviamo nelle sue architetture. L'altro intraprende il "viaggio" in una fase più matura della sua vita, ha già cinquant'anni Kahn quando arriva in Italia grazie all'assegnazione del Rome Prize, ed è proprio da questa permanenza e dall'osservazione dell'architettura mediterranea che la sua carriera di progettista ha una svolta.

Ma torniamo ai ragazzi, che tra architetture iconiche, guide d'eccezione, bagagli smarriti e poi ritrovati, temperature differenti e ore di luce variabili, hanno già documentato alcune fra le più belle architetture contemporanee di Parigi, Ronchamp, Berna, Basilea, Santander, Londra, Oslo, Atene e Amsterdam.

foto © Fondazione Renzo Piano

* con il virgolettato riportiamo le esatte parole dei ragazzi e le loro impressioni a caldo di fronte alle architetture

Parigi tra cantieri e nuovi simboli della città

Avevamo lasciato i giovani architetti nel cantiere dell'Ens Paris-Saclay. E il giorno seguente, per loro, ancora una visita in un edificio RPBW in costruzione, il MOdA - Maison de l'Ordre des Avocats, tra i dettagli strutturali e la leggerezza e trasparenza del vetro. Segue un itinerario guidato al Tribunal de Paris, inaugurato lo scorso anno, dove i tre volumi sovrapposti racchiudono un intricato sistema di percorsi che consente la differenziazione di tre categorie di pubblico.

Immancabile poi la visita alla Jérôme Seydoux-Pathé Foundation, "un edificio a forma di cuore/fegato" che racconta la storia dell'omonima compagnia cinematografica in "un guscio moderno di metallo con un nucleo morbido di legno".

Jérôme Seydoux-Pathé Foundation | foto © Fondazione Renzo Piano

E infine due simboli dell'architettura di Le Corbusier - l'Immeuble Molitor e Villa Savoye, esempi differenti di concezione dello spazio residenziale, che segnano il termine della tappa francese e la separazione dei ragazzi che percorreranno due itinerari diversi: Svizzera, Spagna e Inghilterra e Norvegia, Grecia, Olanda.

Bye bye Paris by Eirinaios, Valentina, Andrea, Lukas, Raúl aspettando Paul Antoine

Prima tappa. Dalla Svizzera alla Norvegia

Mentre Andrea, Raúl, Lukas prendono il primo aereo verso la Svizzera, a Valentina, Eirinaios e Paul Antoine spetta un volo più lungo e più "in alto". Arrivare in Norvegia è un po' come "approdare in un altro mondo intriso di verde, con un ritmo di vita molto più calmo, e un sole che splende in modo molto diverso". E in effetti come dare torto ai ragazzi, che alle 11.00 di sera vedono ancora la luce!
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Il viaggio in terra elvetica impegna il primo gruppo nella visita di Ronchamp, dove è la sorella Maggy Léonard a guidare i ragazzi attraverso i luminosi ambienti del Monastére Sainte-Claire. Incastonato nella collina, dove "tutto è costruito in relazione con il contesto", il monastero sorge a una quota inferiore rispetto alla cappella lecorbusieriana di Notre Dame Du Haut, capolavoro senza tempo "con quei muri curvi che sembra quasi vogliano abbracciare il visitatore".

Tragitto Belfort-Basilea-Riehen per arrivare alla Fondation Beyeler, edificio progettato da RPBW per accogliere una collezione d'arte fra le più invidiabili al mondo. Rotta poi verso Berna, per il Zentrum Paul Klee "una scultura nel paesaggio" che riprende i tratti della poetica dell'artista a cui è dedicato.

E infine, prima di cambiare parallelo, ultima tappa a Weil-am-Rhein per visitare il Vitra Campus, dove, in una superficie planimetrica ridotta, si concentrano magistralmente le architetture di Zaha Hadid, Tadao Ando, Frank Gehry, Herzog & de Meuron e Álvaro Siza, SANAA, Jean Prouvé e altri architetti di fama mondiale.

Lukas e Suor Maggy Léonard, guida d'eccezione, durante la visita al Monastére Sainte-Claire
foto Lukas Kaufmann © Fondazione Renzo Piano

Niente da invidiare per Valentina, Eirinaios e Paul Antoine, guidati ad Oslo da Ole Gustavsen dello studio Snøhetta che li accompagna negli affascinanti spazi della AHO - Oslo School of Architecture and Design e l'Holmenkollbakken (di JDS Architects) - quella straordinaria architettura "che si staglia contro la città come un leggero nastro d'acciaio" - e nella bianchissima Opera House "un iceberg che emerge dal mare, unendo paesaggio e edificio".

Tra il Parco Vigeland, i due edifici industriali di DogA e il Setralen (recentemente convertiti in spazi espositivi e di incontro) e il quartier generale di Gyldendal, ecco apparire anche l'Astrup Fearnley Museet, composto da tre padiglioni, uniti da un unico tetto in vetro, che presenta la forma di una vela. Un continuo richiamo all'ambiente marittimo, tra colonne di cavi d'acciaio intrecciate - che rimanda agli alberi delle barche - e il rivestimento grigio argento che evoca il mare in tempesta.

RPBW, Astrup Fearnley Museet, Oslo | foto Valentina Macca © Fondazione Renzo Piano

Seconda tappa. Grandi centri di cultura, dalla Spagna alla Grecia

Dopo un viaggio con scalo a Madrid (con annessa perdita di valigie, poi fortunatamente ritrovate) ecco emergere, in un tutt'uno con le cime degli alberi dei vicini giardini Pereda, il Centro Botín di RPBW a Santander: al piano terra, uno spazio aperto collega la città vecchia con il mare, su cui, imponenti, si stagliano i due volumi dedicati ad arte e attività culturali, collegati tra loro dal Pachinko, una struttura di piazze e passerelle, che conduce fino alla terrazza sul tetto "per godere di una vista unica su Santander e sulla sua baia".

RPBW, Centro Botín, Santander | foto Lukas Kaufmann © Fondazione Renzo Piano

Parallelamente, il secondo gruppo, in viaggio verso sud, lascia Oslo per arrivare ad Atene. Ad attenderli è un edificio simile al Centro Botín per concept e funzione, lo Stavros Niarchos Cultural Centre. La grande architettura progettata da RPBW affacciata sul Golfo Saronico è un grande regalo alla città, al suo interno anche la National Library of Greece e la Greek National Opera.

Qui Eirinaios gioca in casa, accompagna i colleghi alla scoperta dell'Acropoli e all'interno del Nuovo Museo dell'Acropoli di Bernard Tschumi, passeggiando nella "foresta di statue e reliquie di tempi antichi, un edificio pieno di luce naturale che sembra dare vita alle mostre".

I ragazzi all'ingresso dello Stavros Niarchos Cultural Centre, RPBW, Atene

Terza tappa. Dai grattacieli londinesi al Museo delle scienze olandese

Nell'ultima tappa europea è l'imponente The Shard ad accogliere i ragazzi nella capitale londinese, "come un bellissimo pezzo di vetro immerso nello skyline, con riflessi sempre mutevoli del cielo e degli edifici circostanti". Una vista privilegiata, che consente di inquadrare l'assetto urbano della città e il suo "mix evidente di vecchia e nuova architettura", e di scorgere in lontananza anche il colorato St. Giles Court, l'edificio di appartamenti e uffici privati che si sviluppa su una piazza pubblica.

RPBW, The Shard, Londra | foto © Fondazione Renzo Piano

Ad Amsterdam Valentina, Eirinaios e Paul-Antoine, invece, come veri olandesi in bicicletta seguono un itinerario fitto di architetture segnate sulla mappa da vedere: dopo il Rjiksmuseum, il Van Gogh Museum e il il Museo Stedelijk ecco comparire NEMO di RPBW, "un edificio rivestito di rame invecchiato che somiglia a una gigantesca nave staccata dal molo".

Eirinaios, Valentina e Paul Antoine al NEMO con Allard e gli altri membri del team

Paul Antoine, Valentina e Eirinaios di fronte al NEMO, RPBW, Amsterdam

Le tappe europee sono terminate ma come dice Schopenhauer "durante i viaggi: un solo mese sembra più lungo di quattro mesi trascorsi a casa".

Presto notizie da Australia e Giappone!

Europa | architetture RPBW visitate

Francia PARIGIMOdA Maison de l'ordre des avocats [in progress] • Tribunal de Paris [2018] • Jérôme Seydoux-Pathé Foundation [2006-2014]
SvizzeraRonchamp Gatehouse and Monastery, RONCHAMP [2006-2011] • Zentrum Paul Klee, BERNA [1999-2005] • Fondation Beyeler, RIEHEN [1991-1997]
Norvegia OSLOAstrup Fearnley Museet of Modern Art [2006 - 2012]
Spagna SANTANDER • Centro Botín [2010-2017]
Grecia ATENE •
Stavros Niarchos Foundation Cultural Center [2008-2016]
Inghilterra LONDRA • The Shard [2009-2012] • Central St. Giles Court [2002-2010]
Olanda AMSTERDAM • NEMO (National Center for Science and Technology) [1992-1997]

il viaggio prosegue...
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RENZO PIANO WORLD TOUR 2019
promosso da
Fondazione Renzo Piano, Stavros Niarchos Foundation, Fundación Botín, Selvaag Gruppen, Vitra Design Foundation, Taschen Publications, in collaborazione con ProViaggiArchitettura, Habitat 2020, Lettera22 e professionearchitetto.it

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#RPWT.2019 - Renzo Piano World Tour Award 2019

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