Il Mosaico di Aufidus, land art in Puglia. Architetti e graphic designer narrano in chiave nuova la Valle dell'Ofanto

Un intervento di land art per riportare all'attenzione il territorio della Valle dell'Ofanto, dove nel nel 216 a.C. Annibale sconfisse l'esercito romano. L'idea del collettivo Laboratorio di immaginazione urbana trasforma il pietrame dei binari ferroviari in un mosaico colorato che genera una nuova prospettiva sul paesaggio circostante.

È la stazione di Canne, nei pressi di Barletta, la protagonista del nuovo intervento di land art che porta il nome di "Mosaico di Aufidus", nato dalla collaborazione indipendente e autofinanziata tra giovani professionisti con l'intento di narrare in chiave nuova le forme del territorio della Valle dell'Ofanto.

Ideato dal collettivo Laboratorio di immaginazione urbana, - composto da Massimiliano Cafagna (architetto), Francesco Delrosso (graphic designer), Marco Lacerenza (graphic designer), Antonio Lionetti (graphic designer), Olga Paparusso (architetto), Saverio Rociola (graphic designer), Patrizia Silecchia (architetto), Ornella Spadaro (architetto), Giuseppe Tupputi (architetto) - l'intervento intende infatti riportare l'attenzione sui valori ambientali e paesaggistici del territorio, mettendoli a sistema.

Con il richiamo all'antico appellativo dell'adiacente fiume Ofanto - celebre per la storica battaglia di Canne in cui, nel 216 a. C., Annibale sconfisse l'esercito romano - il Mosaico di Aufidus trasforma infatti il pietrame, che sostiene i binari ferroviari, in un mosaico colorato di cinque tonalità: il celeste e il blu rappresentano l'acqua, il fiume in secca e in piena, le qualità paesaggistiche dei luoghi; il rosso richiama il sangue e l'arancio rappresenta l'argilla, la storia dei luoghi nei suoi connotati immateriali e materiali. A questi colori si aggiunge la tonalità dell'oro che, come nei mosaici bizantini, fa da sfondo, divenendo mezzo di unione tra i diversi tasselli.

Foto © Massimiliano Cafagna

Nella sua complessità, l'opera vuole così rappresentare la condizione del frammento, portando alla luce il valore di ogni singolo tassello all'interno di un unico insieme, per generare una nuova prospettiva cromatica sul paesaggio circostante.

In questo senso, la luce del colore oro acquisisce il significato di metafora dell'idea, della strategia, della visione, per rimandare alla necessità di elaborare un pensiero capace di incidere nel reale e trasformare coscienziosamente il ricco paesaggio della Valle di Aufidus.

"Arricchendo il paesaggio con la sua presenza spontanea e sincera, Aufidus vuole rinnovare il nostro sguardo sul territorio, indicandoci una possibile direzione da seguire".

Foto © Massimiliano Cafagna

Maggiori informazioni
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