La Roma di Berengo Gardin nel progetto allestitivo di COR Arquitectos e Flavia Chiavaroli, tra colori, contrasti e prospettive

raccontare una mostra a partire dall'allestimento

I 75 fotogrammi di un grande maestro come Gianni Berengo Gardin, in mostra nel Casale di Santa Maria Nova sull'Appia Antica, oltre ad aprire una finestra sulla Roma dagli anni 50 ad oggi, sono l'occasione per raccontare l'esposizione attraverso l'analisi del suo allestimento, elemento fondamentale per la comprensione della narrazione.Roma, fino al 12 gennaio 2020

Gianni Berengo Gardin Roma è un viaggio nella Città Eterna dagli anni Cinquanta ad oggi - filtrato attraverso l'occhio di un grande maestro della fotografia - che diventa una mostra visitabile fino al 12 gennaio 2020 nelle sale del Casale di Santa Maria Nova, recentemente restaurato, all'interno Parco Archeologico dell'Appia Antica, a ridosso dell'incantevole Villa dei Quintili.

L'esposizione - promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma e organizzata da Electa in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia - attraverso la preziosa ricerca del curatore Giuliano Sergio a stretto contatto con il Maestro, vuole essere un riassunto di momenti vissuti, suggestioni, angoli di città e scene di vita quotidiana, come una finestra sul paesaggio, sulle persone e su 60 anni di storia italiana, che mette Roma al centro della narrazione grazie al supporto del disegno allestitivo di COR Arquitectos (Roberto Cremascoli) e Flavia Chiavaroli.

© COR Arquitectos

Il dialogo tra il Casale di Santa Maria Nova, le fotografie e l'allestimento

Un progetto complesso che trova, attraverso l'allestimento, la giusta chiave per dare risalto a fotografie, tematiche, luogo storico e percorso espositivo, permettendo al visitatore di immergersi nell'evoluzione e nelle contraddizioni di una città complessa come Roma.

Partiremo proprio dal progetto allestitivo per raccontare i 75 frammenti fotografici (di cui 25 inediti) i provini e il materiale bibliografico, una scenografia che si inserisce all'interno dello storico casale entrando in perfetta sintonia senza mai sopraffarlo; un'architettura nell'architettura, dove colori, pannelli, specchi, mettono in luce la Roma tanto cara al grande fotografo, grazie a giochi prospettici, moltiplicazione all'infinito dei fotogrammi e immagini incastonate nelle pareti, a volte interrotte da finestre che consentono di scorgere il paesaggio circostante.

Come racconta il curatore Giuliano Sergio, "Nell'archivio di Berengo Gardin si scopre la città. [...] dal 1940 al 1947 a Roma Berengo Gardin visse gli anni dell'infanzia e della prima adolescenza, in una città-mondo in cui scopriva la vita, definiva le sue passioni, misurava i valori morali e civili declamati dal regime con i gesti quotidiani di una comunità che riuscì a restare unita nel momento del tracollo. Questa Roma anni Quaranta ha formato il ragazzo che in seguito, tra Venezia, Parigi e Milano scoprirà la passione, la professione e l'arte della fotografia."

© COR Arquitectos

Rosa, verde, azzurro e ocra: sono proprio i colori a scandire il percorso nelle 5 sale espositive, attraverso pannelli, cornici e supporti mobili che accompagnano la lettura delle fotografie - tutte rigorosamente in bianco e nero - non disposte in ordine cronologico, bensì seguendo il filo di un racconto, quello della memoria di Berengo Gardin che passò nella città eterna gli anni della sua giovinezza e che, in seguito, vi tornò per documentare il clima di un'epoca, cogliere gesti e atmosfere della città e della gente che la popolava. 

La scelta allestitiva ricade su materiali grezzi, con le pareti colorate che divengono gli scenari su cui impaginare gli scatti: da una spazialità inizialmente controllata al primo piano - con una scansione regolare inquadrata nelle nicchie - si arriva al mezzanino, in un vero e proprio sfondamento della sala. Qui lo stratagemma delle superfici specchiate moltiplica all'infinito i fotogrammi, lasciandoli fluttuare al centro della stanza in un piano sequenza senza fine, con aperture in corrispondenza delle finestre per integrare il paesaggio circostante: ne deriva una foresta di immagini, dove il racconto in bianco e nero delle fotografie emerge grazie al contrasto con il colore vivo delle pareti.

© COR Arquitectos

Proseguendo nel viaggio, infine, al secondo piano, l'atmosfera torna intima e rigorosa, con le fotografie supportate da leggii reclinati a pianta triangolare che lasciano al visitatore la possibilità di dialogare con le singole immagini, empatizzando con la luce e con le stratificazioni materiche delle mura del Casale, in una prospettiva tra interno ed esterno che sembra infinita.  

Gianni Berengo Gardin Roma è un omaggio del grande fotografo alla città, leggibile nei dettagli, nei gesti e negli sguardi immortalati, tipici dei romani, in un mix di poesia e bellezza, forza e violenza, architettura storica e trasformazione delle periferie. 

© COR Arquitectos

La tenuta di Santa Maria Nova e Villa dei Quintili, insieme all'area archeologica di via Appia Antica, al sito di Capo Bove, al complesso del Mausoleo di Cecilia Metella e Castrum Caetani, costituiscono il patrimonio dello Stato destinato alla pubblica fruizione, in ambito territoriale per lo più di proprietà privata.
Il sito archeologico di Santa Maria Nova è stato acquisito mediante trattativa privata direttamente dal proprietario, il produttore cinematografico Evan Ewan Kimble, il 12 aprile 2006 e il Demanio dello Stato ha consegnato la tenuta alla Soprintendenza il 5 giugno 2008.
Successivamente la Soprintendenza - Parco Archeologico dell'Appia Antica ha effettuato nell'area il lavoro di scavo, restauro, recupero funzionale ed adeguamento degli impianti per la valorizzazione e la pubblica fruizione, con l'obiettivo del recupero totale del sito e del casale.
Studi specialistici ancora in corso sulle molteplici fasi costruttive che si svilupparono dal II secolo d. C. fino agli interventi ottocenteschi e novecenteschi stanno fornendo un quadro di inaspettata complessità ancora in evoluzione.
Il Casale di Santa Maria Nova rappresenta pertanto una tangibile testimonianza della trasformazione del paesaggio urbano sull'Appia Antica e di una frequentazione che, dalle più precoci fasi, rimane fino ai giorni nostri, non si è mai interrotta.
+info: Via Appia, Villa dei Quintili, Santa Maria Nova, Mondadori Electa, Milano, 2019

© COR Arquitectos

Orari e prezzi

La mostra seguirà i seguenti orari:

Il costo è di 5€ (intero) / 2€ (ridotto) 

di Elisa Scapicchio

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