Alvisi Kirimoto firma l'allestimento della mostra Emilio Vedova a Milano

3. raccontare una mostra a partire dall'allestimento

Un gesto forte come una parete lunga 30 metri che si staglia nella magnifica Sala delle Cariatidi del Palazzo Reale di Milano. Lo studio romano Alvisi Kirimoto firma l'allestimento per la mostra Emilio Vedova, una retrospettiva che celebra l'artista a cent'anni dalla sua nascitaMilano, fino al 9 febbraio 2020

"Dipingere vuol dire trovarsi senza fissa dimora, con i diavoli alle spalle che spingono avanti la tua mano, il tuo braccio, tutto il tuo corpo". 

Sperimentatore, grande maestro dell'arte informale, Emilio Vedova definiva così il suo fare pittura, in una fervida attività che lo portò ad essere definito da Giulio Carlo Argan "il fratello italiano di Pollock"

A cent'anni dalla sua nascita, il Comune di Milano Cultura, insieme alla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, celebra il grande artista veneziano, scomparso nel 2006, con una grande retrospettiva ospitata da Palazzo Reale di Milano, visitabile fino al 9 febbraio 2020.

A tessere il filo conduttore del percorso in mostra è l'allestimento pensato ad hoc dallo studio romano Alvisi Kirimoto, in un dialogo tra il corpus delle circa 40 opere a parete, a pavimento e due sospese con il carattere neoclassico dell'ambiente ospitante.

Come affermato da Massimo Alvisi e Junko Kirimoto «la sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, sembra il luogo ideale per "incontrare" Vedova e scoprire l'artista». Nasce da qui l'idea, insieme al noto curatore Germano Celant, di connotare lo spazio attraverso l'inserimento di un elemento forte e deciso come un muro, definito dai progettisti "un gesto minimale e al tempo stesso radicale", che divide diagonalmente la sala aumentando le superfici utili per la disposizione delle opere e delineando, allo stesso tempo, l'asse principale di orientamento per il visitatore.

Altro espediente, adottato eccezionalmente per esaltare la "natura urbana" dell'installazione, l'apertura delle finestre della Sala verso il Duomo, mettendo così in risalto la forte componente scenografica dell'ambiente per far emergere, ancor più, gli aspetti innovativi e radicali del contributo linguistico di Vedova nelle vicende dell'arte moderna e contemporanea. 

L'intervento mette così a confronto  i suoi lavori degli anni ‘60, dipinti e sculture, come il ciclo dei Plurimi, con le grandi tele e i Dischi, installati a pavimento, degli anni ‘80.

Foto: © Marco Cappelletti

L'allestimento nel dettaglio

Un progetto complesso, legato alla necessità di far dialogare, senza interferenze reciproche, lo stile neoclassico della Sala delle Cariatidi, con le 40 statue di Gaetano Callani - recentemente ristrutturata dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale - e il linguaggio astratto di Vedova, un risultato riuscito, grazie all'utilizzo di materiali semplici e delle geometrie lineari.

Ad aprire il percorso di mostra, nella Sala del Piccolo Lucernario - rivestita di pannelli grigi che le conferiscono un aspetto neutro - è il focus biografico e professionale del mondo pittorico dell'artista. Qui modelli e fotografie, illuminate dall'alto e disposte ordinatamente su un grande tavolo,  presentano la figura di Vedova a 360 gradi.

Superata la prima stanza, varcando la soglia della Sala delle Cariatidi, il visitatore entra nel vivo della mostra: l'imponente scenografia si staglia nella già magnificente sala lunga 41 m e larga 16 di Giuseppe Piermarini attraverso un setto di pannelli di OSB grigi lungo oltre 30 m, alto 5 e profondo 1 m, percorrendo diagonalmente il salone per dettare l'asse direttrice di lettura delle opere. 

In contrapposizione alla pesantezza materica della parete aggiunta, un'esile e leggera struttura metallica a telaio autoportante sovrasta il setto, scandendo il ritmo compositivo degli elementi architettonici e fungendo al contempo da supporto per le luci che illuminano le opere a terra, e per i due binari sospesi, paralleli al muro, con i fari che illuminano le installazioni a parete.

Infine, la superficie a terra, che si snoda con continuità in tutti gli ambienti, mostra una pedana con una finitura di colore grigio con grana simile al cemento.

La mostra è gratuita e rispetterà i seguenti orari:
lunedì 14.30 - 19.30
martedì, mercoledì, venerdì 9.30 - 19.30
giovedì, sabato 9.30 - 22.30

Foto: © Marco Cappelletti

Sketch: © Junko Kirimoto

Foto: © Marco Cappelletti

Modello © Alvisi Kirimoto

Foto: © Marco Cappelletti

di Elisa Scapicchio

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