Legge di Bilancio 2020: ok al bonus facciate, prorogate le detrazioni per ristrutturazioni e acquisto di mobili

La Manovra sarà in vigore dal 1° gennaio

Confermata la detrazione del 90 per cento per il recupero e il restauro delle facciate esterne degli edifici ubicati nei centri storici e nelle zone parzialmente o totalmente edificate. Proroga per il bonus ristrutturazioni del 50 per cento e della detrazione per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Sul fronte delle detrazioni per le ristrutturazioni, la novità più consistente che la legge di Bilancio 2020 porta in dote è il nuovo bonus facciate. Uno sgravio che consente di detrarre dalle imposte il 90 per cento delle spese sostenute nel 2020 per il recupero e il restauro delle facciate esterne degli edifici ubicati nei centri storici e nelle zone parzialmente o totalmente edificate (zone "A" e "B" così come definite dal Dm 1444 del 1968). 

Per effetto della Manovra 2020 viene inoltre prorogata, per il 2020 e nella misura del 50 per cento, la detrazione per le ristrutturazioni edilizie. Questa, se non prolungata nella misura maggiorata del 50 per cento, sarà destinata a scendere al 36 per cento nel 2021. Confermata per un altro anno (per tutto il 2020) anche la detrazione per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, purché finalizzati ad arredare l'appartamento oggetto di lavori di ristrutturazione che beneficiano del relativo bonus.

Ecco le novità inserite nella Manovra 2020 che sarà in vigore dal 1° gennaio 2020. 

Bonus facciate

Per le spese documentate, sostenute nel 2020 e finalizzate al restauro e alla ristrutturazione delle facciate degli edifici ubicati in zona A o B ai sensi del decreto ministeriale n. 1444 del 1968, spetta una detrazione dall'imposta lorda (Irpef) pari al 90 per cento. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Sono ammessi allo sgravio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

Rientrano nella detrazione anche i semplici interventi di pulitura e di tinteggiatura. Nel caso in cui gli interventi influiscano sul comportamento termico dell'edificio o interessino oltre il 10 per cento dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva del fabbricato, gli interventi - per essere ammessi allo sgravio - devono soddisfare specifici requisiti. In sintesi si tratta di associare al recupero della facciata anche interventi di efficientamento energetico dell'involucro. Più nel dettaglio, per accedere al bonus, gli interventi devono essere conformi al decreto del Mise 26 giugno 2015 che ha definito le modalità di applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche insieme alle prescrizioni e ai requisiti minimi degli edifici. Riguardo alla trasmittanza termica, i requisiti da rispettare sono quelli contenuti nella tabella 2 del decreto del Mise 26 gennaio 2010.

Alla maggiore spesa per lo Stato si fa fronte mediante un incremento del Fondo per interventi strutturali di politica economica, pari a 0,5 milioni di euro per l'anno 2020, 5,8 milioni di euro per l'anno 2021 e 3,6 milioni di euro annui dal 2022 al 2030.

Proroga per bonus ristrutturazioni e mobili

Come accennato, le spese di ristrutturazione edilizia, sostenute fino al 31 dicembre 2020, potranno continuare a beneficiare del bonus del 50 per cento (calcolato fino al tetto di spesa di 96mila euro per unità immobiliare). La detrazione continua ad essere suddivisa in 10 quote annuali di pari importo.

La detrazione - va ricordato - spetta per interventi di manutenzione ordinaria (solo sulle parti comuni di edifici residenziali), straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia (sulle parti comuni di edificio residenziale e sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale). Sono ammessi inoltre: gli interventi di ricostruzione o ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi; la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali; l'eliminazione delle barriere architettoniche.

Ed ancora: gli interventi per la prevenzione del compimento di atti illeciti da parte di terzi; la cablatura degli edifici e interventi per il contenimento dell'inquinamento acustico; l'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia; l'adozione di misure antisismiche; interventi di bonifica dall'amianto e opere volte ad evitare gli infortuni domestici.

Un anno in più anche per il bonus mobili che si applica alle spese per l'acquisto di mobili, di grandi elettrodomestici (di classe non inferiore ad A+ o A per i forni) e di altre apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica. Resta immutato il tetto di spesa di 10mila euro. La detrazione resta del 50 per cento, da suddividere in 10 quote annuali di uguale importo. 

di Mariagrazia Barletta

 

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