Rappresentare la città. 5 profili da seguire su Instagram

Carlo Stanga, Beniamino Servino, Federica Stagni, Archipelagus e Eric Wong_folio

"Possiamo studiare la città da molti punti di vista" - diceva Aldo Rossi - "ma essa emerge in modo autonomo quando la consideriamo come dato ultimo, come costruzione, come architettura". Di seguito 5 autori che, con tecniche e modalità differenti, mostrano il loro modo di interpretare e rappresentare la città.

Strade strette o grandi viali, architetture iconiche, parchi verdi e flussi continui di persone: ogni città ha la sua storia, il suo profilo migliore, la sua peculiarità che la distingue da qualsiasi altro posto al mondo. E i suoi dettagli possono crearne altre nella nostra testa, magari utopiche e immaginarie.

Carlo Aymonino considerava "l'architettura come fenomeno urbano per eccellenza", ponendo la città "come il fine ultimo dell'architettura, e la ricerca architettonica come strumento per la sua realizzazione".

Non esiste, infatti, città senza architettura e una sola architettura non fa una città.

Di seguito, Carlo Stanga, Beniamino Servino, Federica Stagni, Domenico Ciavarolo (Archipelagus) e Eric Wong ci mostrano, con tecniche e modalità differenti, il loro modo di interpretare e rappresentare la città.

Carlo Stanga

La capacità di Carlo Stanga, architetto di formazione e illustratore milanese con base a Berlino, è quella di riuscire a cogliere i tratti peculiari delle città traducendoli in segni di radiograph punta 01. Nelle sue illustrazioni le città vivono, le architetture sono circondate da persone e in ogni immagine è possibile cogliere una storia, un frammento di quotidianità del luogo che racconta e in cui ci si può immedesimare.

Le sue illustrazioni sono diventate libri, agende, puzzle e persino Coloring Book, realizzate per Moleskine e tutte da colorare.

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Beniamino Servino

Beniamino Servino è un progettista e teorico dell'architettura con base a Caserta.

Nel suo profilo ritroviamo rappresentazioni da lui stesso definite "montaggi per la costruzione dell'architettura/ Montaggi per la costruzione della città". Un termine - sostiene - "più adatto di "collage", poichè definiscono un procedimento di composizione dell'immagine, strumento (insieme ad altri strumenti) per la costruzione dell'idea di architettura, e di conseguenza di città".

A partire da contesti esistenti e attraverso stratificazioni di forme e colori, i suoi lavori danno vita a nuove configurazioni spaziali e architetture visionarie, evoluzione di progetti più e meno noti che suggeriscono nuove realtà.

Il suo mondo immaginario è composto da cattedrali e torri di guardia, gasometri, piattaforme petrolifere e rovine di un'epoca industriale decadente, a cui si affiancano regolarmente elementi tipografici e note.

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© Beniamino Servino

Federica Stagni

Come ne "Le città invisibili" di Calvino, le città stratificate di Federica Stagni indagano le relazioni tra città e paesaggio, tra interpretazione e sogno.
A volte l'acquerello traduce il pensiero critico inerente allo sviluppo urbano; altre volte la china disegna città ideali e surreali, integrate nelle fotografie dei paesaggi della sua memoria.

Nelle sue immagini emergono ritmo e ripetizioni, semplificate tanto da generare nuove visioni, dove l'edificato rappresenta la presenza nel mondo, e la stratificazione è il segno del tempo e delle storie che si sono generate, intrecciate e accumulate.

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© Federica Stagni

Archipelagus

Immagini di non-città: sono le rappresentazioni di Domenico Ciaravolo, giovane architetto napoletano.

Le non-città rappresentano per lui lo spazio che pensiamo di conoscere, quello che riteniamo parte della nostra esperienza ma che in realtà è un accumulo di immagini, un territorio incapace di tessere relazioni.

La ricerca nasce dall'esigenza di indagare lo spazio urbano in contrapposizione con lo spazio della rete. Il progetto parte, infatti, da un presupposto: l'uomo della surmodernità non è mai stato così distante dalla città.

In questo senso, Archipelagus - Immagini di non-città, guarda ad una realtà complessa, a territori percorsi e misurati per immagini, in un esercizio continuo sugli aspetti propri delle non-città contemporanee, con l'obiettivo di produrre riflessioni sul rapporto tra l'uomo e la città.

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Ericwong_folio

Eric Wong, studente modello laureato a Cambridge, ci fa perdere nelle sue città piene di dettagli: sovrapposizioni e intrecci costruiscono città utopiche, in un mix di realtà e immaginazione.

Entrare nei suoi disegni è come un viaggio nel tempo, che parte dalla città del passato per giungere fino a quella del futuro: il foglio bianco si colora per livelli, mostrando intricate strutture che partono dal basso, con scene di vita quotidiana, per svilupparsi verso il cielo, sottoforma di grattacieli che superano l'altezza delle nuvole.

Una particolarità: nel suo profilo mostra anche il processo progettuale che porta alla realizzazione dei suoi disegni.

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