Bio-edilizia tra recupero e conservazione: a Bolzano l'hotel firmato dai trentenni Perasso e Tolpeit

Al centro di Bolzano sta per nascere l'hotel La Briosa, concepito dai giovani architetti Felix Perasso e Daniel Tolpeit, con la consulenza concettuale dell'altoatesina Tiftla. L'intervento prevede il recupero di un edificio storico in muratura in abbinamento a una nuova struttura in legno dell'Alto Adige.

Al centro di Bolzano, a pochi passi da piazza Walther,  sta per nascere l'hotel La Briosa, concepito dai giovani architetti, appena trentenni, Felix Perasso e Daniel Tolpeit, con la consulenza concettuale dell'altoatesina Tiftla. Si tratta di un progetto che mixa un'azione di conservazione con la costruzione di una nuova struttura realizzata in legno dell'Alto Adige.

Il nuovo volume reinterpreta lo stile architettonico del centro città mentre, per quanto riguarda la struttura originaria, è prevista un'opera di recupero del basamento in muratura «che ne salvaguarderà l'impronta grezza e artigianale, tipica delle costruzioni del centro storico», scrivono i progettisti in una nota.

Hotel La Briosa, progetto di Felix Perasso e Daniel Tolpeit, con la consulenza di Tiftla. Immagine © Rococoon

«La nostra sfida è preservare il più possibile la struttura esistente, in controtendenza rispetto all'attuale orientamento ad abbattere edifici per costruirne di nuovi da zero. La strategia che abbiamo scelto è quella di reinterpretare elementi architettonici tipici del centro storico di Bolzano attraverso un linguaggio contemporaneo, dando all'edificio un'apparenza inaspettata ma rispettosa del contesto storico», commentano Felix Perasso e Daniel Tolpeit.

«La Briosa - continuano - si distinguerà anche per le scelte architettoniche, non solo in termini di materiali, ma anche per colore e stile. Al bando grigio e colori neutri, per dare spazio al divertimento, all'allegria e alla leggerezza».

Hotel La Briosa, progetto di Felix Perasso e Daniel Tolpeit, con la consulenza di Tiftla. Immagine © Perasso

Il progetto segue i princìpi della bioedilizia. Per la struttura è stato scelto il legno lunare dell'Alto Adige. Dunque il progetto si lega ad un'antica pratica, poi assorbita nel campo della bioedilizia, che consiste nel tagliare gli alberi in certi momenti dell'anno e in concomitanza di opportune fasi lunari, in quanto ciò garantirebbe al legname ottenuto delle qualità migliori, sia sul fronte della resistenza che della durabilità.

In particolare, il massello lunare, viene controllato e certificato dalle autorità forestali, con attenzione sia alla selezione dei boschi, che al periodo di taglio, e questo assicurerebbe tra l'altro elevati standard di benessere abitativo, in quanto il legno può essere non trattato. «Il comfort naturale e la qualità del sonno nelle 17 ampie stanze sarà garantito anche dall'assenza di colle, chiodi o vernici e dall'eliminazione di fonti di inquinamento elettro-magnetico», precisano gli architetti.

Particolari le bucature, definite da curvature che seguono diverse inclinazioni. «Questi tagli curvi creano una prospettiva diversa delle aperture dell‘edificio a seconda della posizione dell‘osservatore: arrivando dal centro l'hotel La Briosa si caratterizzerà per approccio moderno con un linguaggio lineare, mentre andando verso il centro storico, si integrerà nel contesto con uno stile più morbido e arrotondato», concludono gli architetti.

di Mariagrazia Barletta

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