«L'architettura è cultura e bene comune» maratona digitale per progettare il futuro dell'Italia post Covid-19

Il CNACCP organizza - sulla nuova piattaforma architettiperilfuturo.it - una 24h non-stop per raccogliere e condividere idee e contributi per ripensare il Paese post pandemia. Oltre 400 interventi, tra interviste e tavole rotonde, anche Mario Cucinella, Roberto Cingolati, Enrico Giovannini, Antonio Navarra, Federico Parolotto e Ferruccio Resta.su architettiperilfuturo.it | da sabato 23 maggio ore 10

Per dare avvio ad ascolto, dialogo, progettazione, riflessione su come ripensare il Paese post pandemia, il Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha organizzato una 24 ore non-stop che avrà inizio alle 10 di sabato 23 maggio.

La maratona digitale sarà live su architettiperilfuturo.it, la nuova piattaforma realizzata per ospitare il confronto partecipativo fra l'intera comunità degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, cittadini, società civile, decisori, istituzioni e imprese.

Per partecipare alla maratona è necessario registrarsi

Oltre a quello del Presidente del CNAPPC Giuseppe Cappochin e del Comitato Scientifico, saranno oltre 400 gli interventi, tra cui quelli di: 

"Il Covid-19, oltre ad averci fatto piombare in una profonda crisi sanitaria ed economica, può rappresentare una gigantesca opportunità verso il cambiamento, con interventi radicali, in una partita tutta da giocare senza aver paura di giocarla. Per farlo è necessario elaborare proposte di futuro ripensando le città e i territori, agendo sugli stili dell'abitare, sulla mobilità, sull'accesso ai servizi, e su uno sviluppo in forme più distribuite e reticolari" - spiega Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale. - "Abbiamo pensato a una piattaforma perché crediamo nel senso di comunità, nella forza della voce collettiva che condensa, dà spazio e rilievo ai pensieri dei singoli nel mondo dell'architettura".

Dal giorno della maratona la piattaforma permetterà di raccogliere e condividere, fino all'autunno suggestioni, idee e contributi che confluiranno in una proposta articolata da sottoporre alle Istituzioni.

I cinque grandi temi

Come saranno gestiti, nel dopo emergenza, i luoghi dell'abitare, gli spazi pubblici, le dinamiche urbane? Come sarà fatta ripartire l'economia, riattivati i cantieri, trasferita una indispensabile spinta propulsiva al mondo delle costruzioni? Come vediamo, muovendo dall'insegnamento della pandemia, il futuro delle nostre città, dei territori?

Sulla base di queste importanti domande si avvicenderanno gli oltre 400 interventi, seguendo i filoni di:

Il manifesto di "Architetti per il futuro" 

In qualità di promotore di un dialogo proficuo per raccogliere spunti e riflessioni su queste tematiche, elaborare strategie da sottoporre all'attenzione della politica e dell'opinione pubblica, il CNACCP pubblicherà sulla piattaforma architettiperilfuturo il Manifesto "L'architettura è cultura e bene comune", elaborato in queste settimane dal CNAPPC in collaborazione con il Comitato scientifico del Progetto "Architetti per il futuro".

Il Manifesto contiene il programma per le Città ed i territori del futuro e, più in generale, per la rigenerazione urbana e per il rilancio delle periferie, presentato dal Consiglio Nazionale nel corso dell'VIII Congresso Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori, arricchito e aggiornato alla nuova situazione dettata dall'emergenza epidemiologica.

Temi come Cultura e turismo diventano qui ancora di più capisaldi identitari ed economicamente strategici per l'Italia, con una particolare attenzione ai centri minori e ai borghi delle zone interne, in particolare lungo tutta la dorsale appenninica.

Punto 1: Architettura per la sfida 2030-2050: 17 Sustainable Development Goals (SDG), riguardante la sfida del progettare seguendo le indicazioni delle Nazioni Unite e la Roadmap Europea 2050. 

Punto 2: Progettare l'adattamento al clima delle città e dei territori, strettamente legato al primo.

Punto 3: Rigenerazione urbana; natura, partecipazione, resilienza: qui la riflessione si sposta sulla necessità di agire sugli stili dell'abitare, sul rapporto tra ambiti urbani e natura, su mobilità, accesso ai servizi, socialità, sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio.

Punto 4: Un nuovo rapporto tra città e aree interne, riguardante la riqualificazione urbana delle periferie, che dovranno diventare "nuovi centri fuori dal centro", luoghi di rigenerazione socio-culturale-ambientale integrati in un sistema diffuso.

Punto 5 e 6: Progettare il futuro, nuovo patto con l'ambiente e Strumenti di pianificazione pongono l'accento sull'importanza di pensare e pianificare spazi pubblici e privati sostenibili e in armonia con la natura anche attraverso investimenti orientati verso uno sviluppo sostenibile ed attraverso nuovi strumenti di pianificazione.

Punto 7: Semplificazione dell'attuale quadro normativo che regola il governo del territorio e dell'attuale apparato amministrativo

Punto 8: Concorsi di progettazione a due gradi, quale strumento chiave per accrescere la qualità architettonica.

Punto 9: Architettura come Conoscenza multidisciplinare: il progetto di architettura, sempre più complesso, integra competenze multidisciplinari per le quali servono grandi capacità organizzative e di coordinamento, sostenute da adeguata preparazione culturale, tecnologica e digitale.

Punto 10: Nuovi strumenti di concertazione e di finanza urbana, un sollecito affinché il "pubblico"  riprenda il suo ruolo di promotore non limitandosi a recepire istanze rappresentative degli interessi dei soggetti economici privati, ma governando i processi. Serve, conseguentemente, un nuovo profilo tecnico della P.A. che abbia le competenze per tale compito.

maggiori informazioni: architettiperilfuturo.it

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