Planet Netherlands. 20 anni di architettura nei Paesi Bassi da scoprire in 8 video gratuiti

È partito questa settimana il singolare progetto espositivo proposto dall'Ambasciata e il Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia per presentare in otto settimane vent'anni di architettura olandese attraverso video, short film e interviste.social media dell'Ambasciata e il Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia, 22 giugno - 15 agosto 2020

È partito questa settimana "Planet Netherlands", un viaggio nell'architettura dei Paesi Bassi degli ultimi venti anni attraverso un singolare progetto espositivo esclusivamente online che si svilupperà nei profili social dell'Ambasciata (#Olandiamo) per otto settimane fino al 15 agosto 2020.

Otto sono infatti gli appuntamenti - promossi dall'Ambasciata e il Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia e realizzati in collaborazione con The Architecture Player - che compongono questo singolare programma di video e short-film. 

A partecipare al format sono stati selezionati una serie di architetti, tutti basati nei Paesi Bassi, che presenteranno la propria ricerca su tematiche che vanno dall'ambiente, all'adattamento e fino al riuso applicati a diverse tipologie edilizie come residenza privata, spazio pubblico ed edifici rappresentativi delle pubbliche amministrazioni.

Ciascuna opera verrà raccontata attraverso una molteplicità di documenti e testimonianze.

In quest'ambito, Marco Brizzi, fondatore di The Architecture Player, terrà una serie di conversazioni con alcuni degli architetti selezionati - tra i quali Liesbeth van der Pol, Nathalie de Vries, Maurice Nio, Kees Kaan, Ellen van Loon, Marijn Schenk - al fine di offrire, lungo un percorso in esplorazione, nuovi spunti per conoscere e per approfondire la ricerca di alcuni dei più interessanti progettistii nei Paesi Bassi.

La prima opera ad essere presentata - questa settimana - è la Utrecht University Library progettata da Wiel Arets Architects e completata nel 2004, questo straordinario edificio sarà presentato da Factordrie in un film girato durante la costruzione in presenza di un gruppo di danzatori che ne misura la spazialità con i passi, i movimenti, i contatti con le aspre superfici. 


Wiel Arets Architects, Utrecht University Library. Photo by Mark Hadden.

Planet Netherlands | I temi

Sperimentalità

Nelle opere selezionate si trova una costante propensione alla sperimentalità, come nel caso della Moebius House realizzata da UNStudio nel 1998 e nata in forma di diagramma digitale per verificare la possibilità di un uso sistematico degli spazi abitati nel corso delle 24 ore.

Una sperimentalità incoraggiata da una cultura progettuale aperta alla ricerca e da normative meno stringenti di quelle presenti per esempio in Italia, come è evidente nella sorprendente stazione degli autobus realizzata in polistirolo e poliestere dall'architetto Maurice Nio davanti all'ospedale di Hoofddorp nel 2003.
Qui presente con il film "50 Shades of White", realizzato dallo stesso Maurice Nio manipolando immagini televisive.


Caption: Nio Architecten, The Amazing Whale Jaw. Photo by Radek Brunecky.

Consapevolezza del ruolo civico

Nelle architetture protagoniste di Planet Netherlands è costantemente leggibile una sostenuta consapevolezza del ruolo civico interpretato dai progetti per edifici pubblici, della loro capacità di offrire un senso di accessibilità, di interazione e di appartenenza.

Questo si legge per esempio nel film "Today", diretto da Marcel IJzerman e dedicato al recupero della Provinciehuis of North Brabant, realizzato nel 1971 dall'architetto Hugh Maaskant e rinnovato nel 2015 da Kaan Architecten.

La medesima propensione si ritrova nella Community School realizzata da Dok Architecten nel 2006 a Amsterdam Osdorp, nell'ambito di un ampio programma di trasformazione, durato venti anni e brillantemente tratteggiato nel corto che il creativo Martijn Hogenkamp (PlusOne) ha composto nel 2010. Qui la scuola, caratterizzata da un colore verde brillante, si presenta deformata al punto da diventare un edificio sferico, forse a simboleggiare il ruolo centrale oramai assunto dall'istituzione scolastica nel quartiere.


KAAN Architecten, Renovation of the Provinciehuis of North Brabant. Photo by Sebastian van Damme.

La grande scala

La capacità del mezzo audiovisivo di ispirare visioni che guardano anche alla grande scala urbana e territoriale si ritrova per esempio nel progetto Freeland, proposto da MVRDV nel 2011 come una strategia elaborata davanti al programma di pianificazione Almere 2030. In esso si descrive una prospettiva urbana a bassa densità abitativa, costruita su un radicale ripensamento del modo di abitare lo spazio collettivo che celebra una rinnovata libertà individuale.


MVRDV, Freeland.

Ambiente e infrastrutture

Alla speculazione teorica e allo slancio verso nuove idee per abitare il pianeta corrispondono, tanto nell'opera di MVRDV quanto in quella degli altri architetti, opere molto concrete, che mettono a sistema il tema ambientale con quello infrastrutturale.

È il caso del Dafne Schippers Bridge, un'opera di NEXT Architects per Oog in Al, Utrecht, nella quale si integra, in un sistema fortemente coerente, un percorso ciclabile e pedonale con una scuola e un parco.

In forma di film nasce anche la descrizione del progetto PXP che OMA/AMO ha realizzato per partecipare al concorso indetto nel 2016 dalla municipalità di Parigi e dal sindaco Anne Hidalgo nell'ambito del vasto programma Réinventer Paris.

Diretto da Davide Rapp, il film PXP elabora un sofisticato e suadente gioco di riferimenti a classiche memorie cinematografiche e a sequenze che contribuiscono a evidenziare il tema del progetto: un complesso programmaticamente dedicato alla vita in spazi condivisi.


OMA/AMO, PXP. Photo by Frans Parthesius.

Planet Netherlands | Programma


NEXT architects, Rudy Uytenhaak + Partners Architects, Dafne Schippers Bridge. Photo by Marcel IJzerman.

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