Marco Contini: «Aggiudicare le scuole al minor prezzo? È devastante»

Con le ultime gare e le deroghe al Codice degli appalti - denuncia l'architetto - stanno venendo fuori sconti del 60-65%

Intervista a tutto tondo all'architetto, vincitore di numerosi concorsi di progettazione che in oltre dieci anni di lavoro ha contribuito alla riflessione collettiva sulle risposte che l'architettura scolastica può e deve dare alle nuove esigenze funzionali e spaziali.

In apertura la scuola di Loiano (Bo), fotografia di © Davide Galli

Lo studio Contini architettura lo scorso dicembre ha vinto il concorso per la riqualificazione, mediante demolizione e ricostruzione, della scuola media di Petriolo (Mc). Un successo che arriva da un'esperienza decennale nel campo dell'architettura scolastica.

Lo studio di Torrechiara (Pr), fondato e diretto da Marco Contini, sta progettando il nuovo istituto tecnico Aldrovandi in pieno centro a Bologna (frutto di una gara); nel 2019 si è aggiudicato la competizione per la scuola media di Mori (Tn) e ancor prima il concorso per il nuovo polo scolastico a Rovereto sul Secchia (Mo). Ha realizzato a Loiano (Bo) una scuola elementare che è un tutt'uno con i prati, costruita in un anno con la formula del contratto di disponibilità; mentre a Felino (Pr) la scuola primaria terminata nel 2012 è stata riconosciuta tra le dieci scuole più innovative e sostenibili da Legambiente (XVIII Rapporto Ecosistema Scuola) e ha conquistato il premio Ancitel Energia e Ambiente.

Approccio olistico, inclusività, flessibilità, contestualizzazione, riconoscibilità, progettazione di luoghi identitari: sono le parole chiave di un metodo, quello seguito dallo studio - racconta Contini -, che spesso si scontra con i "nemici" della qualità dell'architettura, primi tra tutti l'aggiudicazione al minor prezzo che si sta diffondendo con le deroghe del Dl «Scuola» mantenute in vita dall'ultima legge di Bilancio. E poi ci sono i budget, spesso molto limitati. Infine, la normativa: antiquata e rigida.

Scuola primaria a Loiano (Bo), progetto di Marco Contini e Sara Chiari, fotografie di © Davide Galli

Polo scolastico a Felino (Pr), progetto di Marco Contini e Sara Chiari, fotografia di © PdP

Il punto di partenza è sempre il luogo, spiega Marco Contini. Ad esempio, a Petriolo, il nuovo volume scolastico semplice e compatto, in continuità visiva con il borgo antico, è concepito come un segno di riferimento. La collocazione e la forma dei volumi di progetto, il trattamento omogeneo delle superfici in mattoni a facciavista, rendono il complesso scolastico riconoscibile, generando un'immediata relazione percettiva tra il nuovo - che ha una sua precisa identità, tipicamente pubblica - e i caratteri edilizi dell'abitato storico.

Dare forma a luoghi identitari «è per me importante - spiega l'architetto - e questo deriva anche dalla nostra cultura attenta all'edificio pubblico: la comunità deve riconoscere il valore pubblico dell'edificio. L'immagine deve avere un peso specifico e l'edificio deve essere riconoscibile come luogo pubblico e per giungere a questo obiettivo non occorre fare un monumento, e neanche qualcosa di troppo strano, bisogna semplicemente progettare un edificio che sia accogliente per la comunità».

La contestualizzazione si lega poi al concetto basilare dell'inclusività su cui puntano anche le linee guida del Miur del 2013. La scuola «aperta» ha come riferimento, infatti, l'intera comunità. «Le scuole da noi progettate - sottolinea Contini - sono tutte molto diverse. Non proponiamo un modello di scuola, bensì il progetto si adatta ad una comunità e a un luogo. Inoltre, la scuola diventa inclusiva se siamo capaci di creare delle cuciture di tipo fisico con l'esterno. Noi studiamo sempre gli spazi che legano la scuola con l'esterno: vediamo come ci si arriva, come i percorsi si connettono alla scuola, se sono piacevoli, se già c'è una corte la valorizziamo e allora quella diventa l'agorà, etc.. Nello stesso tempo collochiamo sempre verso l'esterno le funzioni da aprire al pubblico, in modo che siano facilmente accessibili».

Nuovo polo scolastico a Rovereto sul Secchia (Mo), progetto di Marco Contini e quattroassociati. Il concorso è stato vinto nel 2017, sono iniziati i lavori di demolizione ed è in corso la gara per l'affidamento dei lavori per la costruzione della scuola

La flessibilità è sempre da perseguire, ma spesso si scontra, nella realtà quotidiana, con la mancata adesione a modelli pedagogici moderni e con la rigida normativa. Forme dinamiche di insegnamento, che vadano oltre la tradizionale lezione frontale, non sono così diffuse in Italia e questo ostacola anche la spinta verso un'architettura interna davvero rivoluzionaria. «Il modello pedagogico si sta formando oggi in Italia, ma non è acquisito o acquisito a macchie», riferisce Contini. «L'esperienza più all'avanguardia - ricorda l'architetto - è sicuramente quella altoatesina. In altre parti d'Italia dicono che vogliono fare delle scuole innovative e flessibili, ma i soldi che stanziano non bastano; in altre parti ancora non vogliono fare le scuole così. Stavo guardando un bando di gara stamattina in cui richiedono aule di 45 mq: oggi chiedere un'aula da 45 mq significa buttare soldi pubblici, ed è un bel problema!».

Resistenze, riferisce Contini, si trovano anche nel corpo docente con cui l'aspetto della flessibilità va discusso. «La scuola più spinta che abbiamo potuto fare è quella di Mori, in cui c'è un alto grado di flessibilità sia tra aula e aula che tra aula e corridoio». Qui lo spazio è trasformabile a seconda delle attività: lavoro in gruppo, individuale, proiezioni, ecc.., dunque «l'apprendimento avviene in spazi adeguati sia all'esperienza individuale che al "fare insieme". Le pareti divisorie vetrate o apribili rendono possibili queste modalità diverse di insegnamento, definendo zone a diversa permeabilità e densità, caratterizzate comunque dalla trasparenza e dalla comunicabilità di tutti gli spazi e di questi con l'ambiente esterno». «Tra l'altro - ragiona Contini - il Covid ha reso ancora più evidente che gli spazi devono essere flessibili: se ho una classe posso raddoppiarla, aumentarne lo spazio e rendere possibili diversi metodi di insegnamento».

Scuola secondaria di primo grado a Petriolo (Mc), progetto di Marco Contini e Sara Chiari, concorso aggiudicato a dicembre 2020

L'aggiudicazione al minor prezzo che uccide il mercato. «Adesso noi ci stiamo strutturando per partecipare anche alle gare, io sono più favorevole ai concorsi, ma stanno venendo fuori molte gare per la progettazione di scuole. Con le deroghe al Codice degli appalti (il riferimento è al Dl Scuola, nda), le gare per le scuole sono affidate al minor prezzo e per me è vergognoso. Tenga conto che nelle ultime gare sono venuti fuori sconti del 65 per cento, fatti da grandi gruppi. È una cosa devastante. Oggi l'unica cosa che conta è il minor prezzo. Per me è spaventoso e spero che gli Ordini agiscano. A rimetterci saranno i ragazzi che andranno in queste scuole, peraltro tutte uguali».

E poi c'è un discorso che riguarda la crescita degli studi. «In Italia deve essere data la possibilità agli studi di crescere e far sì che si crei anche una generazione di giovani all'interno degli studi. Per fare progetti con il 60-65 per cento di sconto, considerando le normative attuali, le competenze che occorrono per un progetto fatto bene, quanto potremmo mai pagare i collaboratori? Nulla. Ed allora non sarebbe più possibile assumere dei ragazzi per poter loro insegnare la professione. Questo mi suscita un senso di amarezza profonda».

Eppure, rispetto ai tempi il concorso non è un ostacolo. «Il concorso di Petriolo, che è un paese piccolissimo, colpito dal terremoto - riferisce sempre Contini - si è svolto in due mesi. Hanno tirato fuori il bando e nello stesso giorno della consegna della prima fase la giuria ha scelto i finalisti; è stato concesso un mese per la seconda fase e il giorno dopo la consegna finale c'era già il vincitore. Se si vuole, le procedure possono essere veloci, preservando la qualità». Qualità che - va ricordato - trova la sua massima espressione nel concorso, in cui la scelta si fa esclusivamente sulla base del progetto e non del progettista.

Istituto tecnico Aldrovandi a Bologna, progetto di Marco Contini (gara aggiudicata nel 2020), è in corso lo sviluppo dell'esecutivo

Scuola secondaria di primo grado a Mori (Tn), progetto di Marco Contini. Concorso vinto nel 2019, in corso lo sviluppo dell'esecutivo

Tra i "nemici" delle sperimentazioni spinte c'è la normativa. «Riguardo ad un'altra scuola che stiamo facendo, da una parte ci chiedono la massima flessibilità, ma dall'altra dobbiamo applicare i Cam, secondo cui fra classe e classe devono esserci determinati decibel, lo stesso tra la classe e il corridoio. È una contraddizione, la cosa non funziona. Allo stesso modo, con il Dm del 75 noi dimensioniamo una scuola di un certo tipo, ma se vogliamo una scuola innovativa non possiamo più applicarlo. Oggi nei bandi di gara ci sono richieste di scuole che sono già superate!».

L'approccio olistico è indispensabile per mettere a sistema tutte le numerose componenti che devono entrare in gioco necessariamente in un progetto ben fatto, compresi i requisiti prestazionali richiesti. «All'architettura - rimarca Contini - spetta il compito di integrare le varie parti specialistiche con l'obiettivo di arrivare alla costruzione di un edificio socialmente e ambientalmente sostenibile. In questa ottica i materiali con cui l'architettura si fonde sono di tipo naturale (terra, acqua, vento, sole, vegetazione), sociali (relazione con le comunità e rispetto per le differenze sociali e culturali), paesaggistici (identità dei luoghi) con l'obiettivo di costruire un organismo architettonico che sia parte integrante del contesto in cui si opera».

di Mariagrazia Barletta

Argomenti

Mobile Tools

Cerca nel sito