Brindisi, va ad Archistart la vittoria del concorso per trasformare l'Ex Cassa Mutua Artigiani in residenza universitaria

Un nuovo modello sostenibile per l'abitare, la proposta di Archistart per la conversione dello storico edificio dell'Ex Cassa Mutua Artigiani in residenza universitaria aperta a tutta la comunità di Brindisi, sarà "una cerniera sociale tra l'università e la città, con residenze, servizi e spazi di relazione".

Servizi, aree di studio, conoscenza, lavoro e nuove opportunità per favorire l'insediamento di una nuova comunità: questi i punti principali del progetto presentato da Archistart - insieme agli ingegneri Vincenzo Congedo, Armando Dinoi e Verdiana Bursomanno e il geologo Stefano Margiotta - vincitore del concorso di progettazione indetto lo scorso dicembre dall'Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario della Regione Puglia per la progettazione di una residenza universitaria all'interno della struttura storica, contribuendo così al suo recupero e alla sua valorizzazione.

Grazie alla sua posizione baricentrica all'interno del quadrante urbano destinato al polo universitario e studentesco, l'ex Cassa Mutua Artigiani diventerà così un luogo di aggregazione e connessione sociale, favorita dalla presenza di un grande spazio pubblico centrale ricavato all'interno della corte.

«La proposta progettuale immagina il complesso architettonico dell'Ex Cassa Mutui Artigiani come una macchina che genera valore sociale ed economico» - spiegano i progettisti. «Si tratterà di una cerniera sociale tra l'università e la città, grazie soprattutto alla diversificazione delle funzioni: le residenze, i servizi e gli spazi di relazione con la città.»

Identità storica e scelte sostenibili

Con grande attenzione per l'identità storica dell'edificio e per le scelte sostenibili (a partire dai materiali riciclabili, ad alta efficienza energetica e ridotta manutenzione a lungo termine), la nuova residenza universitaria ospiterà 52 posti letto, suddivisi in 24 alloggi di tipologia mista, costituiti da 22 stanze singole, 14 stanze doppie (di cui 5 alloggi accessibili a diversamente abili) e 3 appartamenti in co-living.

Cuore del progetto sarà lo student center al piano rialzato, immaginato come un community hub - con zona coworking, un'area svago, aree di studio, la sala riunioni e una piccola palestra, tutti fruibili anche dall'esterno - destinato a studenti, nuove start up e stakeholders, in un mix funzionale che consentirà di stabilire partnership pubblico-private per la gestione di specifici servizi e favorirà le interazioni e le contaminazioni, alla base delle opportunità di crescita e di lavoro.

Al primo piano troveranno spazio la mensa/caffetteria, in continuità con il principale asse di collegamento alla città su via Federico II, mentre ogni piano garantirà le aree dedicate alle cucine comuni, con spazi distributivi attrezzati per lo studio e lo svago. Le residenze, infine, oltre agli alloggi, avranno a disposizione luoghi per la socialità e l'aggregazione, oltre a quelli di riposo e concentrazione.

Ad accrescere la vivibilità dell'edificio è, poi, la piazza esterna, ricavata mediante demolizione di una porzione del fabbricato, che porta a liberare il grande spazio centrale per garantire corretta illuminazione e aerazione degli spazi distributivi, fungendo al contempo da spazio di connessione immediata tra le diverse funzioni collettive.

Quest'ampia area darà vita a uno spazio pubblico innovativo, ottenuto mediante l'utilizzo di superfici permeabili e drenanti e la realizzazione di un giardino della sostenibilità, con essenze vegetali autoctone.

Una scelta, questa, che dimostra l'approccio sostenibile dell'intero progetto, consentendo di massimizzare i consumi a favore di una water square per garantire la raccolta e il riuso delle acque meteoriche, da riutilizzare per usi idrico-sanitari e per l'irrigazione del giardino, previsto nella porzione ovest della copertura che, oltre ad ospitare le componenti impiantistiche ed il fotovoltaico, avrà spazi per il work out e il tempo libero.

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