L'architettura di Auschwitz, responsabilità e doveri etici dell'architetto

conferenza per il giorno della memoria - Università Iuav di Venezia - anche in diretta streaming

Guido Morpurgo rilegge criticamente l'architettura di Auschwitz-Birkenau per riflettere sulle responsabilità e sui doveri etici dell'architetto. La conferenza è organizzata dal Rettorato con il coordinamento cittadino per il Giorno della Memoria 2023 del Comune di Venezia.lunedì 23 gennaio 2023 | ore 15

Il Rettorato dell'Università Iuav di Venezia, in collaborazione con il coordinamento cittadino per il Giorno della Memoria 2023 del Comune di Venezia, ha organizzato una conferenza sull'architettura dello sterminio per porre interrogativi sulla questione della responsabilità e dei doveri etici dell'architetto di fronte alla richiesta di progettare l'orrore.

 

A rileggere criticamente l'architettura di Auschwitz nell'aula magna Iuav sarà Guido Morpurgo, architetto e accademico nazionale di San Luca dal 2021, professore associato Iuav.

Si toccheranno i seguenti punti:
- Modernità e Shoah: architettura, tecnica e finalità
- Auschwitz come progetto: 'pesi' e misure
- L'architettura di Birkenau: da Tessenow a Speer
- Archeologia della fine della civiltà: problemi museografici
- Conclusioni in forma di interrogativi

La conferenza sarà visibile anche in diretta streaming.

Auschwitz II - Birkenau_Zentral Sauna, 2018 - foto Guido Morpurgo

«Auschwitz rappresenta un unicum nell'immane geografia dei siti di distruzione di massa istituiti dal regime nazista in Europa. Il campo di sterminio di Auschwitz II - Birkenau (1941-45), in particolare, è l'esito di un progetto complesso, sviluppato negli anni, sia a livello del suo impianto generale, sia attraverso il processo di definizione architettonica dei suoi elementi tragicamente più rilevanti.

Nonostante la sbrigativa demolizione dei complessi di sterminio per mano dei nazisti nel gennaio 1945, le fotografie del loro aspetto originale insieme alla consistenza delle rovine e delle impronte che hanno lasciato nella profondità del terreno, testimoniano di una componente che rende l'identità specifica di questi oggetti non riducibile a ragioni unicamente tecnologiche e funzionali. Questi complessi, la cosiddetta Zentral Sauna e altri edifici del campo erano infatti accomunati da forme e da un linguaggio che richiamavano i caratteri di una 'architettura civile', che sembra rappresentare il drammatico paradosso dello scopo che presiede al loro stesso progetto.  

Oggi le rovine di Birkenau lasciano aperte, tra le altre, questioni che hanno un'immediata attinenza disciplinare: la forma architettonica è di per sé incolpevole, oppure è sempre l'esito di un atto politico? Questi edifici erano solo delle atroci 'scenografie' realizzate per dissimulare ciò che avveniva al loro interno, oppure riflettevano l'ideologia distruttiva che le ha prodotte?

Rileggere criticamente ciò che resta del Vernichtungslager di Auschwitz dall'interno della sua architettura non può tuttavia essere un modo per fornire risposte univoche e definitive, tentando di tracciare l'ambiguo perimetro di una presunta 'architettura nazista'. Significa riproporre la questione della responsabilità e dei doveri etici dell'architetto di fronte a questo estremo simbolo della Shoah: luogo dell'azzeramento e della perdita di ogni conquista culturale, della capacità stessa di pensare e, in ultima analisi, della fine della Storia e della civiltà umana.».

L'ARCHITETTURA DI AUSCHWITZ
lunedì 23 gennaio 2023, ore 15
Aula Magna Santa Croce 191,
Tolentini, Venezia

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
per registrarsi all'evento: eventi@iuav.it

La conferenza sarà visibile anche in diretta streaming.

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