Cisliano (MI), Stefano Boeri Interiors firma il progetto Libera Masseria

da bene confiscato a luogo di socialità, formazione e accoglienza

di Elisa Scapicchio

È stato presentato ieri mattina, a pochi giorni dalla Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il progetto di riqualificazione della Libera Masseria, un complesso immobiliare di circa 10.000 metri quadrati confiscato alla famiglia Valle - Lampada (appartenente alla 'ndrangheta) nel 2014 e oggi pronto a rinascere grazie al progetto firmato Stefano Boeri Interiors e al supporto della Regione Lombardia.

Il capitolo post confisca inizia nel 2015, con la consegna provvisoria dell'intera struttura al Comune di Cisliano, assegnazione divenuta definitiva nel 2021. In questi anni, il lavoro di concerto tra le istituzioni, l'Associazione "Una Casa Anche Per Te Onlus (U.c.a.p.te)", Caritas Ambrosiana e la vasta rete di associazioni del territorio ha reso lo spazio (comprendente un ristorante, una pizzeria, un salone esterno, un ampio giardino con piscina, un parcheggio e quattro appartamenti) un bene comune, presidio di giustizia sociale, luogo di accoglienza e condivisione, destinandolo ad attività sociali e iniziative a favore dei più deboli e bisognosi.

La partecipazione al progetto da parte di Stefano Boeri Interiors, oltre al contributo progettuale, avrà quindi il grande valore simbolico di intervento su un bene confiscato, che aspira a diventare un valido esempio e modello di rinnovamento di contesti e luoghi critici.

Il concept progettuale alla base dell'azione portata avanti dallo studio si basa, infatti, sulla volontà di sostenere e ampliare l'educazione dei cittadini attraverso percorsi di conoscenza e formazione per giovani e adulti, con occhio di riguardo verso la ristorazione quale anello di congiunzione tra le produzioni agricole e la vocazione originaria dell'immobile legata all'accoglienza.

L'evoluzione della struttura, che da bene confiscato si trasforma in luogo di inclusione sociale, prevede, così, spazi per l'ospitalità nei confronti di famiglie in temporaneo stato di necessità e percorsi di formazione professionale e reinserimento, rafforzando il messaggio a favore della giustizia sociale e della buona convivenza civile.

Da bene confiscato a bene comune

Gli edifici principali saranno oggetto di un risanamento ed efficientamento energetico e saranno destinati ad ospitare attività legate al food, le aree comuni e, in parte, trasformati in sale per la formazione inerente al settore della ristorazione e sui temi dell'antimafia sociale per gruppi e scuole di ogni grado, oltre a sede di laboratori di formazione e lavoro volontario.

Le strutture costruite abusivamente sotto la gestione della criminalità organizzata saranno invece demolite e sostituite da nuovi fabbricati flessibili e sostenibili, adatti ad ospitare le nuove attività previste nella struttura.

Si tratterà di un intervento più radicale ispirato proprio alla natura storica della masseria, che vedrà l'articolazione delle parti attorno a un grande spazio aperto comune, da destinare alle attività collettive all'aria aperta.

La grande piazza, in continua relazione con il costruito grazie al lungo porticato, sarà infatti adatta ad ospitare eventi e feste anche in condizioni di pioggia o sole eccessivo.

Infine, l'area della piscina manterrà il ruolo già definito di aggregatore della comunità locale e dei giovani durante il periodo estivo, mentre il vecchio parcheggio sarà trasformato in orto urbano, destinato alle attività di formazione alberghiera.

LA LEGGE 109/96 SUL RIUTILIZZO SOCIALE DEI BENI CONFISCATI
In questi 27 anni dalla legge 109/96, Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) ha censito le esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati. Sono 991 soggetti diversi impegnati nella gestione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, ottenuti in concessione dagli Enti locali, in ben 18 regioni, in 359 comuni.
La regione con il maggior numero di realtà sociali che gestiscono beni confiscati alle mafie è la Sicilia con 267 soggetti gestori, segue la Campania 162, la Calabria con 148, la Lombardia con 141.

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